La pistola elettromagnetica, nota anche come “Pistola di Gauss” in onore di Carl Friedrich Gauss (fisico tedesco che ha formulato le descrizioni matematiche dell’effetto elettromagnetico usato dagli acceleratori magnetici) o, all’inglese “Coil Gun”, è un dispositivo in grado di lanciare un proiettile, realizzato in materiale ferromagnetico, sfruttando un impulso di energia elettromagnetica di elevata intensità ma di breve durata, ottenuto per effetto della scarica di un condensatore di elevata capacità su un solenoide. Quest’ultimo genera un campo elettro- magnetico sufficientemente forte da attrarre il proiettile a sé, ma talmente breve da esaurirsi nell’esatto istante in cui il proiettile ha acquisito la maggior velocità.

In questo modo, il proiettile viene accelerato per un breve istante e quindi lasciato libero di muoversi lungo la sua traiettoria. Questo, in sintesi, il principio di funzionamento.

Per quanto riguarda il nostro progetto la costruzione di un dispositivo del genere ha come scopo quello di sperimentare questa tecnologia, non certo di costruire un’arma atta ad offendere.

In campo militare, invece, gli studi su queste ed altre armi di nuova concezione, hanno portato a risultati molto interessanti (come ad esempio il raggiungimento della velocità MACH-8 con un proiettile ferromagnetico) anche se, per ovvii motivi, coperti da segreto.

I principali vantaggi rispetto ad armi tradizionali sono:

- Limitata rumorosità (essenziale anche in relazione al progetto)

- Elevata durevolezza (non è soggetto al rischio di bloccarsi a causa dei residui degli spari)

Essenzialmente il dispositivo utilizza, oltre alla bobina che crea il campo elettromagnetico, una batteria di condensatori ad alta tensione ed elevata capacità che viene ricaricata da un circuito oscillatore/elevatore alimentato a pile ed il cui funzionamento viene supervisionato da un microcontrollore.

I risultati raggiunti con un progetto sperimentale non sono di poco conto, infatti con una velocità del proiettile di circa 20m/s ed una gittata di 30 metri ci si può decisamente fare un’idea delle potenzialità di questa tecnologia.

Sfruttando le caratteristiche di un congegno a stadio singolo(comprendente quindi una sola bobina), possiamo migliorare l’efficacia della nostra arma ponendo più bobine in sequenza in modo tale che ognuna di esse dia il proprio impulso al proiettile e ottenendo così prestazioni molto simili a quelle di un’arma tradizionale.

pub/arduino/arduguardia/cannonegauss.txt · Last modified: 2013/05/03 17:24 by palmino89
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